Pedullà : "Viva Prandelli, l'anti-Lippi per eccellenza"

Alfredo Pedullà commmenta in modo positivo l'avvento di Prandelli sulla panchina dell'Italia.
Alfredo Pedullà per DataSport.it: "Premesso che non ne potevo più di Marcello Lippi e delle sue lezioni al contrario. Premesso questo, passaggio obbligato e di fondamentale importanza, è chiaro che avrei accettato qualsiasi svolta. Se poi il successore si chiama Cesare Prandelli, a maggior ragione la ritengo una soluzione felice e spero – per il club Italia – vincente fin dai prossimi Europei. Aspettavo con ansia le convocazioni. Sono rimasto soddisfatto. Qui ci vuole un'altra premessa: siamo sessanta milioni di commissari tecnici, qualsiasi scelta verrebbe contestata o criticata. Nel senso che mai ci sarebbe il plebiscito. E qualcuno sarebbe pronto a dire "ma", "se", "io avrei fatto diversamente". Sotto questo aspetto nulla di nuovo, tutto secondo prassi. Ma le prime convocazioni di Prandelli mi sono piaciute. Intanto perchè, viva la fantasia, abbiamo contemporaneamente Mario Balotelli e Antonio Cassano. Senza le goffe parole di Lippi che, bravo ad arrampicarsi sugli specchi, diceva: "Non posso spiegarvi i motivi che mi portano a non chiamare Cassano". Come se avesse l'esclusiva di qualsiasi decisione, come se non dovesse rendere conto alla gente, compreso il presidente federale Abete che faceva finta di non capire e si tirava fuori. Cassano e Balotelli sono fondamentali per il nuovo corso azzurro. Li avrebbe chiamati chiunque, a maggior ragione un allenatore intelligente come Prandelli. Quei due rappresentano la base ideale per ripartire. Peggio del Sudafrica non si pụ. Ma anche il signor Lippi sapeva che con la stonata difesa del gruppo avrebbe fatto testacoda sull'autostrada. E che si sarebbe incartato contro Nuova Zelanda e Slovacchia. La cosa che mi ha colpito di più e che ho apprezzato parecchio, immagino come molti di voi, è stata la convocazione di chi si è fatto un fondoschiena coś per emergere. Penso a Luca Antonini, in continua ascesa. Penso a Cristian Molinaro, scaricato dalla Juve e costretto ad emigrare in Bundesliga con ottimi risultati. Ma penso anche ad Andrea Lucchini, uno che la gavetta l'ha conosciuta tutta – da cima a fondo – e adesso raccoglie con la maglia della Samp. Senza trascurare Andrea Lazzari che, da eterna incompiuta, ha trovato a Cagliari le condizioni necessarie per sprigionare l'enorme talento che gli appartiene. Viva Prandelli, dunque. Lippi lasciamolo dov'è, in barca a riposare. E se fossi la Juve gli chiederei il risarcimento danni per lo straordinario (?) consiglio di ingaggiare Grosso. Appena dodici mesi dopo non c'è uno straccio di offerta per l'esterno. Ma Lippi ha bisogno di riposare, cosa volete che gliene importi?".







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